Apple, possibili ritardi anche su nuovi iPad e AirPods a causa del coronavirus

Secondo alcune indiscrezioni, il 31 marzo ci sarà la presentazione dell’iPhone economico, il successore del modello SE. Intanto la Foxconn cinese riprende la produzione ma non a pieno regime.

L’epidemia di coronavirus in Cina crea sconquasso in molti settori economici. Ha portato Apple a correggere al ribasso le previsioni sui ricavi per i primi tre mesi di quest’anno. E rischia di creare problemi non solo alla produzione di iPhone, ma anche a due nuovi prodotti attesi a breve: l’iPad Pro versione 2020 e gli auricolari AirPods Pro Lite. È quanto scrive il sito dell’asiatico Digitimes, che cita fonti interne all’industria. Apple, tuttavia, non dovrebbe rimandare il piano di lancio dell’iPhone economico, su cui circolano indiscrezioni da mesi. Secondo quanto riporta il sito tedesco iPhone-ticker, riferendo di fonti interne alla compagnia di Cupertino, la presentazione del nuovo melafonino si terrà il 31 marzo.

Stando a Digitimes, Apple aveva in programma di mandare in produzione gli AirPods Pro Lite – una versione più abbordabile degli auricolari AirPods Pro presentati lo scorso autunno – durante il secondo trimestre, ma il piano subirà uno slittamento in avanti. Similmente, è probabile un ritardo nel lancio – che era atteso a marzo – del nuovo iPad Pro. Nonostante ciò, a fine marzo Apple dovrebbe tenere un evento di presentazione del suo smartphone economico: chiamato iPhone SE2 o iPhone 9, dovrebbe costare 400 dollari. Sempre secondo le fonti tedesche, le vendite del nuovo melafonino potrebbero iniziare già il 3 aprile.

Nel frattempo l’impianto Foxconn di Zhengzhou, nella provincia cinese dell’Henan, ha ripreso ad assemblare gli iPhone per la Apple, ma non a pieno regime, fa sapere il Financial Times, secondo il quale nell’enorme complesso industriale si fa fatica a tornare alla piena produzione dopo le lunghe vacanze per l’anno lunare, a causa delle restrizioni a cui sono soggetti i lavoratori di ritorno dalle loro città di origine. Foxconn assembla molti dei più recenti iPhone di Apple in un enorme complesso industriale a Zhengzhou e sono circa 200.000 i lavoratori che stanno alle sue linee di assemblaggio. Tra il personale di fabbrica sono molti i lavoratori che rientrano dalla lunga vacanza del capodanno lunare, ai quali le autorità di Zhengzhou richiedono una quarantena da 7 a 14 giorni, per timore che durante le ferie abbiano contratto il coronavirus. “In risposta ai requisiti governativi di controllo delle epidemie – spiega la società – per dare priorità alla prevenzione e riprendere in sicurezza il lavoro e allo stesso tempo migliorare la qualità dei nostri servizi di accoglienza dei lavoratori”, i lavoratori non originari di Zhengzhou hanno dovuto interrompere temporaneamente il lavoro e sottoporsi alla quarantena. Le autorità locali infatti sono preoccupate per il fatto che il grande afflusso di lavoratori di ritorno nella regione, possa favorire la diffusione del virus. L’azienda, spiegano i funzionari locali dell’Henan al Ft, ha quindi dovuto “prendere rigorose misure per evitare la diffusione del virus”, incaricando le commissioni sanitarie locali di “intensificare la supervisione delle misure di controllo del virus sul luogo di lavoro”. Tra le politiche adottate dalle autorità municipali c’è anche un periodo di quarantena richiesto ai lavoratori che ritornano. E questo sta creando problemi nello stabilimento di Zhengzhou, che fa fatica a radunare tutta la sua forza lavoro.