Le Borse Ue faticano a rimbalzare dopo il crollo. Piazza Affari +7%, spread in calo. Bce e Commissione Ue promettono interventi

I listini europei smarriscono i rialzi della prima parte di giornata, arrivati grazie alle precisazioni Bce: acquisti mirati in caso di choc. Bruxelles annuncia massima flessibilità. Milano chiude da migliore, ma in settimana ha bruciato 130 miliardi di capitalizzazione. Wall Street, timidi recuperi. Male l’Asia: Tokyo chiude a -6,08%

MILANO – Le Borse europee faticano a rialzare la testa all’indomani di una delle sedute più difficili di sempre: la più nera per Piazza Affari, in tutta la sua storia, e la seconda peggiore di sempre anche per Wall Street, preceduta soltanto dal lunedì nero del 19 ottobre 1987. Una tempesta finanziaria che la Consob ha provato a tamponare in Italia introducendo per oggi il divieto di vendita allo scoperto per 85 titoli. A spingere i listini ci pensano in una prima fase le nuove precisazioni fatte uscire dalla Bce, che apre a interventi mirati sui titoli di Stato, e la massima flessibilità sulle regole di bilancio pubbliche assicurata dalla Commissione europea.

Il rimbalzo (a metà) dei mercati europei

A fine giornata, il bilancio di Milano è il migliore tra le Piazze europee: il Ftse Mib chiude in positivo del 7,12% dopo avere superato anche punte del +17% durante la giornata. Tutte le azioni del paniere principale sono in recupero e molti titoli vengono sospesi per eccesso di rialzo. Ma il bilancio settimanale resta comunque pesantissimo: in cinque sedute sono andati in fumo 130 miliardi di capitalizzazione a Palazzo Mezzanotte, che diventano oltre 260 dal picco di metà febbraio.

Si riducono invece al lumicino i segnali di ripresa che si erano visti in mattinata sugli altri listini, meno brillanti di Piazza Affari (ma d’altra parte avevano perso meno alla vigilia). Alla fine della seduta il consuntivo dice: Londra +2,46%, Francoforte +0,77% e Parigi +1,83 per cento.

Trend analogo per Wall Street: la Borsa Usa perde smalto con l’avanzare delle contrattazioni, complice un indice di fiducia in netto calo, e alla chiusura delle Borse europee il Dow Jones sale del 3%, lo S&P500 aggiunge il 2,5% mentre il Nasdaq sale del 3,2 per cento.

In calo lo spread. Il differenziale Btp/Bund, che ieri era schizzato fino a 270 punti in giornata torna sotto la soglia di 220 e poi chiude la seduta a 235 punti base. In netta discesa il differenziale su tutte le scadenze, dopo le parole del governatore Ignazio Vsco secondo cui la Bce agirà ancora e potrà concentrare gli acquisti su un unico paese. Il decennale registra a fine giornata un rendimento dell’1,78 per cento.

L’euro chiude in calo sul dollaro sotto quota 1,11. La moneta unica passa di mano a 1,1076 dollari mentre si rafforza nei confronti dello yen a 118,49. Valuta nipponica che si indebolisce anche nei confronti del dollaro a 107,03.


La Bce corregge il tiro, flessibilità dalla Ue

Negli uffici studi si valutano poi gli effetti del pacchetto Bce varato ieri: niente taglio dei tassi, ma ampliamento del Qe da 120 miliardi per il 2020 e operazioni che dovrebbero agevolare la trasmissione di liquidità dalle banche alle Pmi. Il giudizio dei mercati al primo vero test di Christine Lagarde è stato assai duro, tanto che poi la presidente Bce ha fatto ricorso a una intervista televisiva per precisare che “sono piamente impegnata ad evitare qualsiasi frammentazione in un momento difficile dell’area euro. Gli spread elevati inficiano la trasmissione della politica monetaria”. Parole che non sono valse a evitarle la critica del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che a Circo Massimo su Radio Capital ha descritto come “superficiali” le uscite di Lagarde e foriere di “difficoltà”.

Delle misure attivate, ha calcolato Prometeia, dalle condizioni più favorevoli alle aste Tltro può derivare un “beneficio a conto economico di 3,3 miliardi” per le banche italiane; inoltre, dall’allentamento dei requisiti di vigilanza si potrebbero liberare “75 miliardi di nuovo credito” per finanziare le imprese.

E dopo la precisazione diffusa ieri sera, l’Eurotower torna a chiarire in mattinata che è pronta a fare la sua parte per arginare le tensioni sui titoli di Stato dei Paesi europei. “Siamo pronti a fare di più e ad adottare tutti i nostri strumenti, se necessario, per assicurare che gli alti spread che vediamo oggi, a causa dell’accelerazione del coronavirus, non mettano in pericolo la trasmissione della nostra politica monetaria in tutti i Paesi dell’Eurozona”, ha scritto il capo economista della Bce Philip Lane in un blog sul sito della Banca Centrale.

Dalla Commissione Ue arriva invece la conferma della richiesta al Consiglio Ue di sospendere le regole del Patto per accordare maggior flessibilità. “Massima flessibilità” nell’applicazione del Patto di Stabilità e per gli aiuti di Stato destinati a far fronte alle conseguenze del coronavirus, è quanto assicura la presidente Ursula von der Leyen.

Asia ancora in calo

Seduta in affanno invece per le Borse asiatiche: Tokyo chiude in calo del 6,08%. Giù la Cina con Shanghai (-1,2%), Shenzhen (-1%) e Hong Kong (-2,5%) mentre soffre anche Seul (-3,4%)

Tra le commodities riduce la frenata il petrolio che scambia con il Wti su aprile a 31,2 dollari (-0,6%) e il Brent di maggio in calo a 33,18 dollari (-0,2%).